Festa Madonna delle Galline Pagani: i Sindaci dell’Agro celebrano la tradizione

Non è solo una celebrazione religiosa, ma un vero e proprio atto di coesione territoriale. Anche quest’anno, il rito si è rinnovato: la fascia tricolore dei sindaci dell’Agro nocerino-sarnese ha sfilato e presenziato congiuntamente in occasione della Festa della Madonna delle Galline, testimoniando quanto questo evento sia radicato nell’identità collettiva di un’intera area.

​Una delle “Sette Sorelle”

​La festività di Pagani occupa un posto d’onore nel panorama delle tradizioni campane. Essa appartiene al suggestivo ciclo delle “Sette Sorelle”, le sette manifestazioni mariane che scandiscono la fede e il folklore della regione:

  • ​La Madonna di Montevergine (Mamma Schiavona) a Mercogliano;
  • ​La Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia;
  • ​La Madonna delle Galline a Pagani;
  • ​La Madonna dei Bagni a Scafati;
  • ​La Madonna di Castello a Somma Vesuviana;
  • ​La Madonna dell’Avvocata a Maiori;
  • ​La Madonna di Materdomini a Nocera Superiore.

​Il ritmo della fede: il rito delle Tammorre

​Il cuore pulsante della festa inizia ufficialmente il venerdì dopo Pasqua. È un momento di tensione emotiva altissima: i fedeli si radunano dinanzi al Santuario, armati di tammorre, attendendo con ansia l’apertura delle porte. Quel fragore ritmico segna il “là” ufficiale ai festeggiamenti, mescolando sacro e profano in un abbraccio che coinvolge migliaia di persone.

​La domenica della città

​Il culmine delle celebrazioni avverrà domenica, con la storica processione tra le strade cittadine. Il simulacro della Vergine varcherà la soglia del Santuario alle ore 9:00, dando inizio a un lungo cammino che si concluderà solo a tarda sera con la suggestiva “arritira” (il rientro), momento caratterizzato dalla celebre “calata e l’ora”, dove la devozione si fa preghiera corale.

​Un territorio che si riconosce

​La presenza dei primi cittadini, immortalati insieme nella casa comunale (come visibile nella foto), sottolinea come la Madonna delle Galline sia diventata negli anni un volano di promozione territoriale e culturale.

​”Questa festa non appartiene solo a Pagani, ma è il battito del cuore di tutto l’Agro,” commentano i presenti.

​Tra il suono delle tammorre, il volo dei colombi e l’offerta dei volatili, l’Agro nocerino-sarnese ribadisce la propria unità, custode di un patrimonio immateriale che continua a stupire e a unire generazioni diverse sotto lo stesso cielo di aprile.

Giuseppe Colamonaco

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