L’export della conserva di pomodoro italiana segna il passo per la prima volta dopo un decennio di crescita costante, facendo registrare nel 2025 una flessione del 2% in volume e dell’8% in valore, per un totale di 2,2 milioni di tonnellate e un giro d’affari di 2,8 miliardi di euro.
L’allarme viene lanciato dall’Anicav, l’associazione nazionale delle industrie conserviere, che sottolinea come il comparto sia stretto tra l’incudine delle tensioni geopolitiche e il martello di una concorrenza internazionale sempre più aggressiva, in particolare da parte di Cina ed Egitto.
A pesare in modo determinante sono i dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti, primo mercato extra-UE che ha visto un crollo del 7,1% in valore, uniti all’instabilità in Medio Oriente e all’eccessiva volatilità dei prezzi. In questo scenario complesso, aggravato dal fatto che l’Italia continua a pagare la materia prima al prezzo più alto del mondo, il direttore generale Giovanni De Angelis invoca una maggiore coesione della filiera e l’introduzione di vincoli di reciprocità per contrastare la concorrenza sleale, mentre le previsioni per la stagione 2026 rimangono estremamente caute a causa dell’incertezza globale e della necessità per i produttori nazionali di comprimere i margini pur di difendere le proprie quote di mercato e l’elevato standard qualitativo del made in Italy.
gc