Il trattamento con ossitocina contrasta la grave perdita di massa muscolare indotta da cancro. Un team multidisciplinare coordinato dalla Sapienza ha scoperto un nuovo utilizzo dell’ormone ossitocina per contrastare gli effetti del cancro responsabili della perdita muscolare e del deperimento del paziente. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Biomedicine & Pharmacotherapy.
L’ossitocina è comunemente conosciuta come “l’ormone dell’amore” perché favorisce i legami affettivi e ha un ruolo importante durante il parto e l’allattamento. Ma può essere anche un alleato terapeutico molto efficace contro la cachessia indotta da cancro.
La cachessia è una delle complicazioni più difficili da trattare nei pazienti oncologici, è responsabile di una perdita di peso che va ben oltre la semplice malnutrizione, riducendo drasticamente la qualità della vita e l’efficacia dei trattamenti, quindi diminuendo l’aspettativa di vita. Tale sindrome devastante, che si manifesta con una notevole perdita di massa muscolare, colpisce fino all’80% dei pazienti oncologici, causando circa il 25% dei decessi.
Uno studio coordinato dalla Sapienza in collaborazione con la Sorbona di Parigi, l’Università della California Berkeley, il Cancer Metabolism Research Group di San Paolo del Brasile, il Policlinico Umberto I di Roma e l’Istituto Nanotec del CNR ha mostrato che il trattamento con ossitocina è in grado di promuovere il mantenimento della massa muscolare e contrastare il suo deperimento causato dal cancro.
I ricercatori hanno osservato che i livelli di ossitocina sono significativamente più bassi nei pazienti oncologici, sia in fase stabile che in quelli con cachessia. Questo calo potrebbe essere uno dei fattori che contribuisce alla progressione della patologia.
L’elemento di novità principale di questo studio risiede nel nuovo possibile utilizzo terapeutico dell’ossitocina, prima d’ora mai utilizzata in modo diretto per contrastare la cachessia indotta da cancro. Gli esperimenti sono stati effettuati su topi affetti da cancro trattati con ossitocina, nei quali si è osservato che l’ormone era in grado di ridurre la perdita di massa muscolare, migliorarne la forza e favorire la riparazione dei muscoli danneggiati, malgrado la presenza del tumore.
I risultati hanno mostrato che l’ossitocina non influenza la crescita del tumore, ma ha un effetto benefico direttamente sul muscolo scheletrico, suggerendo che potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica sicura ed efficace per contrastare la cachessia nei pazienti oncologici, insieme a trattamenti per ridurre il cancro.
Il lavoro è stato reso possibile grazie a una combinazione di approcci innovativi e di modelli preclinici. L’approccio multidisciplinare utilizzato ha consentito di integrare informazioni e dati di biologia molecolare, istologia, fisiologia muscolare e imaging 3D.
Un aspetto innovativo dello studio è l’uso della tecnica BONCAT (Bio-Orthogonal Non-Canonical Amino Acid Tagging), che ha permesso di monitorare in tempo reale la sintesi proteica muscolare. Questa metodologia avanzata ha rivelato per la prima volta come l’ossitocina influenzi direttamente la produzione di proteine cruciali per far rigenerare malattiare i muscoli e mantenere il loro equilibrio metabolico in presenza di cancro.
L’utilizzo di diversi modelli sperimentali, sia in vivo che in vitro, ha consentito di rendere più robusti e affidabili i dati ottenuti, aumentando il valore predittivo per le possibili applicazioni terapeutiche.
Questa ricerca apre la strada a quello che potrebbe essere il primo trattamento ormonale contro la cachessia in Europa.