Cardioprotezione e moto: il dottor Colangelo presenta il progetto DefibRider

Una corsia centrale lasciata libera tra le auto in coda e il possibile uso regolato della corsia d’emergenza potrebbero incidere anche sull’accessibilità dei soccorsi.

Il cardiologo dello sport e istruttore certificato di primo soccorso Giuseppe Colangelo promuove la “cardioprotezione dinamica” con il progetto DefibRider. Le nuove disposizioni, tuttavia, sono ancora allo studio e non attribuiscono ai motociclisti volontari lo status dei mezzi di emergenza.

Il traffico bloccato può complicare gli spostamenti e l’accesso ai luoghi in cui serve aiuto. Per chi viaggia in moto, la coda può trasformarsi in un passaggio difficile e rischioso; per i mezzi di soccorso, raggiungere una persona può richiedere più tempo. È in questo contesto che si inserisce lo schema di decreto legislativo sul Codice della strada, che propone nuove regole per la circolazione delle due ruote in alcune situazioni di congestione.

Le norme sono ancora in fase di esame parlamentare. Lo schema è stato trasmesso alle Camere nell’ottobre 2026 e il suo iter è in corso. Fino all’approvazione definitiva e all’eventuale entrata in vigore, restano valide le regole attuali. 

Che cosa propone lo schema
Per alcune strade urbane a carreggiate separate e con più corsie, il testo prevede che, in caso di circolazione ferma o molto lenta, i conducenti nelle corsie esterne si avvicinino ai margini della carreggiata. Lo spazio che si crea al centro potrebbe consentire il passaggio di motocicli e ciclomotori a due ruote e, se le dimensioni lo permettono, anche di veicoli di polizia, soccorso e antincendio.

Lo schema propone inoltre che, in autostrada e sulle strade extraurbane principali, motocicli e ciclomotori a due ruote possano percorrere la corsia d’emergenza in caso di ingorghi, code o rallentamenti. La circolazione dovrebbe avvenire a bassa velocità e lasciando sempre spazio ai veicoli di emergenza. Si tratterebbe di una possibilità limitata alle condizioni previste, non di un’autorizzazione generale a superare la coda.

Questa proposta è diversa dalla regola già in vigore che, in caso di ingorgo, consente di utilizzare la corsia d’emergenza a partire dal cartello posto a 500 metri dallo svincolo, esclusivamente per raggiungere l’uscita.

La prospettiva di DefibRider
Per Giuseppe Colangelo, cardiologo dello sport, istruttore certificato di primo soccorso e ideatore di DefibRider, la circolazione può essere osservata anche dal punto di vista della salute pubblica. Il progetto promuove una rete di motociclisti formati e dotati di defibrillatore, pronti a intervenire quando attivati e in coordinamento con il 112/118.

In caso di arresto cardiaco, un cittadino preparato può riconoscere l’emergenza, chiamare i soccorsi, iniziare la rianimazione cardiopolmonare e usare un DAE disponibile. Il progetto immagina una rete mobile utile, per esempio, durante eventi, raduni e manifestazioni sportive, nei percorsi turistici e in aree dove le distanze possono rendere più difficile raggiungere rapidamente il luogo dell’emergenza.

Il principio è affiancare il sistema di emergenza, senza sostituirlo. I motociclisti formati non diventano ambulanze e non operano al posto del personale sanitario. La moto può favorire gli spostamenti; formazione, prudenza e coordinamento restano indispensabili.

Una viabilità più fluida potrebbe rendere più agevole raggiungere determinate zone, ma non garantisce da sola un intervento tempestivo. Servono procedure chiare, il raccordo con la centrale operativa e una collaborazione definita con i servizi di emergenza.

SOS Moto, informazioni e prevenzione
Accanto a DefibRider c’è SOS Moto, progetto ideato da Massimiliano Bruni. L’app è collegata a un tag NFC o QR applicabile al casco e permette di consultare le informazioni che il motociclista ha scelto di condividere, come i dati identificativi, i contatti e alcune informazioni sanitarie.

È uno strumento che può aiutare a reperire dati utili, ma non sostituisce la chiamata ai soccorsi né l’intervento dei professionisti. SOS Moto comprende anche iniziative di comunità, aggiornamenti su eventi e motoraduni e occasioni dedicate alla sicurezza e alla prevenzione. DefibRider e SOS Moto hanno funzioni diverse, ma condividono l’attenzione per una comunità motociclistica più consapevole.

La bozza non attribuisce privilegi ai volontari
Il legame tra le nuove regole della circolazione e la cardioprotezione è una prospettiva da approfondire, non un automatismo. Lo schema disciplina il comportamento dei veicoli nel traffico e, in determinate condizioni, propone il transito delle moto sulla corsia d’emergenza. Non equipara i motociclisti volontari ai mezzi di soccorso e non assegna loro automaticamente precedenza o uno status speciale.

Un eventuale sistema di risposta con DAE mobili dovrebbe quindi essere definito in accordo con i servizi di emergenza, nel rispetto delle norme stradali e delle procedure operative.

La discussione resta aperta: come mettere in relazione sicurezza della circolazione, primo soccorso e cardioprotezione sul territorio? Per Colangelo, la risposta passa dalla collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, associazioni e comunità motociclistica. Lo schema del Codice è ancora in esame; la diffusione della formazione e della cultura del soccorso può proseguire fin da ora.

Dott. Giuseppe Colangelo
Dirigente Medico Cardiologia P.O. Villa Malta Sarno

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