L’oncologo Paolo Ascierto illustra il funzionamento del nuovo trattamento terapeutico, pensato non per prevenire ma per armare il sistema immunitario contro diversi tipi di tumori solidi.
La rivoluzione scientifica legata alla tecnologia a RNA messaggero (mRNA) supera i confini delle malattie infettive per spingersi nel cuore dell’oncologia. Sulla scia delle nuove strategie terapeutiche per il trattamento dei tumori, il professor Paolo Ascierto, tra i massimi esperti mondiali di immunoterapia, ha fatto il punto sullo sviluppo di mRNA-4359, un vaccino terapeutico sperimentale attualmente al centro di uno studio clinico di Fase 1/2.
A differenza dei tradizionali vaccini usati per prevenire le infezioni, mRNA-4359 è progettato con finalità terapeutiche. La molecola introduce nel corpo il materiale genetico necessario a codificare porzioni di due specifiche proteine legate al microambiente tumorale: IDO1 e PD-L1. Questa istruzione molecolare permette di “educare” e attivare i linfociti T del paziente, rendendoli capaci di riconoscere, aggredire e distruggere le cellule neoplastiche che esprimono tali bersagli.
Chi potrà accedere alla sperimentazione
Lo studio clinico si rivolge a una platea di pazienti colpiti da diverse tipologie di tumori solidi in stadio avanzato:
- Melanoma avanzato o metastatico: il trattamento è destinato sia a pazienti che non hanno ancora ricevuto terapie sistemiche per questa fase della malattia, sia a coloro che hanno sviluppato resistenza ai farmaci immunoterapici tradizionali.
- Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC): include pazienti in stadio avanzato o metastatico e soggetti non pretrattati con espressione della proteina PD-L1 pari o superiore al 50% (in assenza di mutazioni genetiche EGFR o ALK).
- Altri tumori solidi: nella fase iniziale dell’indagine, il profilo di risposta è stato valutato anche su carcinoma della vescica non muscolo-invasivo, tumori del distretto testa-collo, carcinoma del colon-retto microsatellite stabile, carcinoma basocellulare e tumore mammario triplo negativo.
Monoterapia e combinazioni sinergiche
Per stimolare una risposta immunitaria quanto più robusta possibile, la sperimentazione prevede l’uso di mRNA-4359 sia in modalità singola (monoterapia) sia in associazione ad altri farmaci immunoterapici già affermati, quali pembrolizumab o l’accoppiata ipilimumab-nivolumab. La sinergia punta a bypassare le difese con cui il tumore si nasconde all’organismo.
L’uso del nostro stesso sistema immunitario come un’arma biologica di precisione rappresenta uno dei passi più promettenti della ricerca oncologica contemporanea. Per verificare i criteri di idoneità ed eventualmente richiedere la partecipazione al protocollo di studio, la struttura mette a disposizione dei pazienti un canale diretto tramite la mail melanoma.immunoterapia@istitutotumori.na.it.