Osteopatia. Ultimatum Felcon: discriminati i titoli stranieri

L’associazione denuncia l’assenza di tutele nel Decreto Attuativo 2026 per chi ha studiato in campus collegati a titoli d’oltreoceano. Pronta la battaglia legale contro il Ministero della Salute.

​Un vero e proprio muro di gomma rischia di travolgere centinaia di professionisti che da anni, in totale trasparenza e nel rispetto delle regole fiscali e formative, esercitano la professione di osteopata in Italia.

​La denuncia parte dalla Felcon (Federazione Laureati Chiropratici Osteopati e Naturopati), guidata dal Presidente Muzzolon, che ha deciso di affilare le armi legali — affidandosi ad un team specializzato — e lanciare un durissimo avviso al Ministero della Salute e al Ministero dell’Università e della Ricerca.

​Le novità della riforma

​Al centro dello scontro c’è il controverso Decreto Attuativo 2026, il provvedimento che — insieme all’Accordo Stato-Regioni del dicembre 2025 — doveva finalmente riordinare e regolamentare la professione sanitaria dell’Osteopatia.

​Il nuovo riassetto prevede:

  • Elenchi speciali ad esaurimento per i professionisti già operativi;
  • Un percorso transitorio di sei anni per il conseguimento dell’equipollenza universitaria;
  • L’avvio esclusivo dei corsi di laurea a partire dal 1° settembre 2026.
  • Tavolo Tecnico Immediato: Un incontro istituzionale urgente per concordare criteri equi e salvaguardare la continuità lavorativa degli operatori.
  • Chiarimenti Ufficiali: Linee guida trasparenti sulle procedure e sui requisiti necessari per l’iscrizione agli elenchi ad esaurimento per i possessori di titoli d’oltreoceano.

“I percorsi accademici statunitensi erano stati valutati positivamente nelle interlocuzioni ministeriali: oggi chi lavora in Italia da una vita è sospeso nel limbo.”

​Il buco nero: cancellati i titoli americani

​Sulla carta un passo avanti, nella realtà una clamorosa discriminazione. Il testo del decreto soffre infatti di un’omissione ingiustificabile: non spende una singola parola sui titoli in osteopatia americani. Nessun criterio d’accesso, nessuna linea guida, nessuna certezza sul fatto che gli anni di studio nei campus rientrino tra i “titoli pregressi” validi per l’iscrizione agli elenchi speciali.

​Un vuoto normativo paradossale e ingiusto. I percorsi accademici statunitensi — storicamente tra i più completi e rigorosi al mondo nel settore — rischiano di essere azzerati. Chi ha conseguito una laurea americana si ritrova improvvisamente nell’incertezza, con il rischio concreto di venire espulso dal mercato e tagliato fuori dal percorso verso l’Albo professionale.

​La violazione della Costituzione

​La posizione della Felcon è netta e non concede sconti: siamo di fronte a una palese violazione del principio di uguaglianza e di buon andamento della Pubblica Amministrazione (Art. 3 e 97 della Costituzione). Viene inoltre tradito il principio di buona fede di lavoratori che per anni hanno collaborato con le istituzioni ricevendo rassicurazioni poi puntualmente disattese.

​L’Ultimatum ai Ministeri

​La Federazione ha detto basta e ha formalmente intimato ai due Ministeri di uscire dal silenzio, formulando richieste chiare e urgenti:

  • Tavolo Tecnico Immediato: Un incontro istituzionale urgente per concordare criteri equi e salvaguardare la continuità lavorativa degli operatori.
  • Chiarimenti Ufficiali: Linee guida trasparenti sulle procedure e sui requisiti necessari per l’iscrizione agli elenchi ad esaurimento per i possessori di titoli d’oltreoceano.

​Il messaggio inviato a Roma non lascia spazio a interpretazioni: se le amministrazioni dovessero continuare a ignorare i solleciti, la battaglia si sposterà a spron battuto nelle aule di tribunale. La Felcon è pronta a ricorrere in ogni sede giudiziaria per tutelare la dignità e il lavoro dei propri associati. Il tempo delle promesse è scaduto.

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