Alzheimer e riabilitazione neurologica: la stimolazione che riattiva i neuroni

Aggredire l’Alzheimer nelle sue fasi iniziali, prima che la malattia possa provocare danni irreversibili alle reti neuronali. È questo l’obiettivo principale della nuova sperimentazione clinica (da alcuni anni) guidata dal professor Giacomo Koch, Direttore Scientifico e responsabile del Laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale dell’IRCCS Santa Lucia di Roma.

​L’approccio del professor Koch – riconosciuto a livello internazionale tra i primi dieci ricercatori più produttivi al mondo nel settore – si basa su un’idea fondamentale: sfruttare la plasticità del cervello umano per riparare i circuiti compromessi. Attraverso l’uso coordinato di tecniche all’avanguardia come la stimolazione magnetica transcranica (TMS) e la stimolazione a corrente continua (tDCS), combinate a sistemi avanzati di neuroimaging e mappatura elettrica (fMRI, DTI e TMS/EEG), l’équipe è in grado di monitorare e modulare l’attività corticale con estrema precisione.

​I risultati ottenuti finora aprono scenari del tutto nuovi non solo nel trattamento dell’Alzheimer, ma più in generale nella riabilitazione dei pazienti colpiti da ictus, demenze e disturbi del movimento. Il lavoro di ricerca si distingue per un forte impianto traslazionale, pensato per trasferire rapidamente le scoperte di laboratorio alla pratica clinica quotidiana.

​La validità di questo orientamento terapeutico è supportata da un solido bilancio scientifico. Con 142 pubblicazioni su riviste internazionali, oltre 4.000 citazioni, un H-index pari a 38 e finanziamenti competitivi ottenuti come Principal Investigator per un valore superiore a 1,5 milioni di euro, l’attività del laboratorio si attesta come un punto di riferimento nell’ambito della neurofisiologia clinica e della neurologia ad alta specializzazione.

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