La rivoluzione della micromobilità elettrica entra nella sua fase operativa. Dopo mesi di attesa, il Ministero delle Infrastrutture ha fissato la scadenza definitiva: dal 16 maggio 2026 nessun monopattino elettrico potrà circolare senza esporre il contrassegno identificativo e senza una copertura assicurativa valida. La misura, inserita nel nuovo Codice della Strada, punta a porre fine al “far west” stradale e a garantire maggiore sicurezza per pedoni e conducenti.
[La targa diventa “personale”]
A differenza dei veicoli a motore tradizionali, la targa del monopattino sarà legata al codice fiscale del proprietario. Si tratta di un adesivo plastificato non rimovibile da applicare sul parafango o sul piantone. In caso di vendita del mezzo, il proprietario tratterrà il contrassegno per utilizzarlo eventualmente su un nuovo veicolo, previa comunicazione alla Motorizzazione.
[I costi per i proprietari]
Mettersi in regola avrà un impatto economico variabile:
– Contrassegno: Il costo vivo della targa è fissato a 8,66 euro, ma tra imposte di bollo e diritti di motorizzazione la spesa complessiva per la pratica si aggirerà tra i 30 e i 40 euro.
– Assicurazione (RC): Le tariffe annuali dovrebbero oscillare tra i 25 e i 150 euro, a seconda della compagnia e delle garanzie accessorie incluse nella polizza.
[Procedure e sanzioni]
La richiesta potrà essere effettuata online tramite il portale del Ministero (accesso con SPID o CIE) e il pagamento avverrà tramite circuito PagoPA. Per chi sceglie la via analogica, saranno a disposizione le agenzie di pratiche auto.
Il pugno di ferro riguarderà soprattutto i trasgressori: chi verrà sorpreso senza targa o assicurazione dopo il 16 maggio rischia multe da 100 a 400 euro. Si ricorda inoltre che la riforma introduce l’obbligo del casco per tutti i conducenti, senza distinzione di età.