C’è un vuoto che non si colma. “Dopo anni spesi a portare il verbo della Donazione, il Signore ha deciso che il suo Angelo sulla terra ritornasse sulla sua stella. Buon viaggio Alfonso Ferraioli”. Con queste parole l’associazione il Dono per la vita, saluta il suo fondatore, l’anima che ha messo in moto un insieme di attività tutte tese a supportare la donazione degli organi.
Alfonso lo sapeva cosa significa attendere, sperare, rinascere. Era un trapiantato. Aveva ricevuto un dono immenso: una nuova possibilità di vita. E quel dono lo aveva reso ancora più grato alla Vita e, soprattutto, al suo donatore.
Da quel giorno aveva scelto una nuova missione. Promuovere il DONO, come lo chiamava lui. Da Mercato San Severino, all’Agro nocerino e nel Salernitano, ha deciso di raccontarlo, di far comprendere a tutti che donare un organo significa permettere alla Vita di continuare.
Ha scritto libri, ha portato il tema nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi della cultura. Ha trasformato il Dono in teatro, in emozione, in incontro. Opere capaci di strappare lacrime e sorrisi e, soprattutto, di far riflettere.
E poi la sua creatura più straordinaria: la Via del Dono, nata dal suo libro “Il Dono”. Una Via Crucis dedicata alla donazione degli organi, alla sofferenza, all’attesa e alla rinascita.
Alfonso è l’esempio più luminoso di cosa significhi ricevere un trapianto. La sua vita dopo il trapianto è stata un inno alla gratitudine. La sua morte lascia un vuoto, ma anche un’eredità che continua a vivere in ogni sì alla donazione.